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Lama in
acciaio damascato. (FONTE WIKIPEDIA)
Poco
dopo l'anno mille, la tecnica indiana del Wootz arriva in Medio
Oriente, che fino ad allora aveva importato acciaio a pacchetto
dall'Europa, dove viene ulteriormente raffinata e dà origine
all'acciaio Damasco, estremamente resistente e flessibile, con cui
furono forgiate le spade che affrontarono i crociati europei. La
qualità di queste armi era tanto alta che si diceva che una
spada fatta di acciaio Damasco potesse tagliare la roccia, e venire
arrotolata attorno a un uomo per poi tornare dritta come prima, e non
perdesse mai il filo. Con ogni probabilità la tecnica del
Wootz venne raffinata in modo da far assorbire il carbonio
soprattutto ai bordi della spada, mantenendo la sua anima centrale
relativamente dolce. In questo modo si otteneva una spada flessibile
e che sopportava gli urti senza rompersi, ma al tempo stesso dalla
lama molto dura e mantenente un filo tagliente per molto tempo (cosa
che in Europa, fino al X secolo, era ottenuta montando a parte i due
fili d'acciaio molto duro sulla lama, già ripiegata più
volte e lavorata fino alla forma definitiva).

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Le
variazioni nel tenore di carbonio fra il filo e il centro della spada
creavano in superficie un bel disegno ondulato, dal cui l'aggettivo
damascato. Non sono pervenuti documenti o testimonianze sul modo di
ottenere l'acciaio Damasco; per un certo tempo si ritenne che
l'acciaio Damasco non fosse altro che un tipo di acciaio a pacchetto,
che in certe condizioni può esibire delle venature
superficiali, ma un confronto con i manufatti in acciaio Damasco
superstiti evidenziano differenze sostanziali, sebbene a volte anche
l'acciaio Damasco mostri tracce di pacchettatura. |